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mercoledì 12 maggio 2010

Come fare il vino in casa

Come fare il vino in casa propria.

In questo file parleremo di come farsi una riserva di vino fatto in casa, partendo dalla compera dell'uva fino a giungere alla realizzazione del prodotto da servire a tavola. Se siete stanchi della solita birra del sabato sera e volete disporre di qualcosa di veramente forte, da usare in qualsiasi occasione, seguite questo breve e conciso itinerario di enofilia. Non c'e' niente di meglio che ubriacarsi con del buon vino rosso (dico rosso perche' e' quello che preferisco) fatto col metodo del babbo, che a sua volta l'ha imparato dal nonno che a sua volta l'ha imparato dal suo babbo ancora e cosi' via! Se il vostro babbo invece non ha imparato dal nonno a fare il vino, forse perche' neanche il nonno l'ha imparato dal suo babbo, allora questa e' l' occasione giusta per iniziare voi stessi la catena che si tramandera' di generazione in generazione: e' un'occasione unica per costruire un futuro ai tuoi figli, che, quando saranno depressi perche' il loro fornitore gli avra' venduto il basilico invece della marijuana o l' aspirina effervescente invece dell'ecstasy, potranno dirvi: "babbo, dammi una bottiglia del tuo!". In questo mondo crudele in cui tutti cercano di fregarti, la figura del babbo rimarra' ancora un punto fisso nella tua vita, col suo vino super pregiato (e super alcolico) che pone fine a tutti i problemi!!!

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Premetto subito che per la realizzazione del prodotto bisogna disporre di attrezzi abbastanza specifici e di una cantina per la conservazione dei recipienti. Se non avete questi strumenti potete farveli prestare da un amico o noleggiarli da un cantiniere. Forse molti di voi non lo sapranno, ma il vino non nasce direttamente nelle bottiglie, no, ci vuole l'uva per farlo.

Sara' quindi vostra cura procurarvi dell'uva da vino (e non da tavola!), che potrete trovare daun viticoltore qualsiasi. L' Italia e' famosa per i suoi siti vinicoli, particolarmente per quelli toscani e piemontesi. Posso pero' assicurarvi che i vigneti del Sud (come Chieti, Bari o Solopaca) hanno poco da invidiare a quelli del Nord. Tra i vari tipi di uva comunque vi consiglio quella di Montepulciano (ha un'ottimo rapporto qualita'/ prezzo); e' inutile dire che dalla qualita' dell'uva dipende la bonta' del vino.

Quella di Montepulciano, come del resto anche le altre qualita' di uva, variano il prezzo di annata in annata; negli ultimi tempi il prezzo si aggira intorno a 900 lire al chilo per l'uva nera e 800 lire per quella bianca. Per quanto riguarda la quantita' da comprare, vi basti sapere che un quintale di uva puo' fruttare da 65 a 70 litri di vino (personalmente ve ne consiglio 6 q per stare tranquilli un anno intero senza esagerare). Il prezzo pero' non prevede il trasporto dell'uva a casa vostra; se volete usufruire della consegna a domicilio il prezzo puo' aumentare di circa 200 lire da quello sopra citato.

Il periodo per comprare l'uva e' in fine settembre e tutto ottobre. Una volta comprata l'uva senza perdere tempo passate subito alla prima fase dell'elaborazione: la pigiatura. Per questa fase c'e' un attrezzo fatto a posta: la pigiatrice. E' questa una macchina con l'estremo superiore a forma di imbuto, nel quale viene versata l'uva nelle cassette, che provvede a sciacciarla facendone uscire il succo. Se non disponete di una pigiatrice, pigiate allora l'uva con i vostri piedi come si faceva nei vecchi tempi (magari il vino sara' ancora piu' alcolico!).

Sia il succo che la vinaccia (cosi' si chiama tutta la parte non liquida del grappolo contenente i graspoli e i semi) vengono lasciati fermentare in una botte per circa 5 giorni (in questo periodo di tempo la gradazione di zucchero deve essere minimo di circa 20-21 gradi; da questa dipende la gradazione del vostro futuro vino). La botte deve essere coperta solo da un panno (non chiudetela ermeticamente altrimenti il vino non fermentera', oppure potreste ottenere dello spumante, che pero' esige cure diverse).

Terminati tutti questi piccoli lavoretti intermedi, il mosto si raccoglie nelle
damigiane la cui capacita' e' di solito di 54 l. La fermentazione del vino continua anche nelle damigiane: e' percio' importante non chiudere le medesime, dato che nella fermentazione viene liberata anidride carbonica. Dopo un mese e mezzo di fermentazione, i recipienti possono essere tappati. In questa seconda fase e' importante chiudere bene i recipienti (che avrete riposto in cantina, o comunque in un luogo molto fresco) con tappi di sughero, per evitare che polvere o insetti possano danneggiare il prodotto.

Si sa che il vino migliora invecchiando: percio', almeno per i primi tempi non abbiate fretta di berlo (anche se so che sara' difficile !!). Dopo un breve periodo di "stagionatura" il vino durante il periodo di luna calante di marzo va travasato nelle bottiglie e tappato con dei normalissimi tappi (100 pezzi costano 1000 lire).

ATTENZIONE! se sulla superfice del vino compare un velo bianco (fioretta) significa che o l'uva era di qualita' scadente o l'intero ambiente di lavorazione poco pulito; cio' provoca un'alterazione del sapore del vino e un'abbassamento della gradazione. Ci sono in commercio delle pasticche che salvaguardano la salute del vino che pero' vanno usate come prevenzione (non quando il vino e' gia' malato).

A questo punto il vino puo' essere gustato.

1 commento:

  1. Salve, vorrei consigliarvi questo sito per gli accessori e l'attrezzatura enologica...

    www.agristorecosenza.it

    Massima Serietà!

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